Finanziato dal Programma Interreg V-A Italia-Austria, lo studio svilupperà un percorso transfrontaliero, senza rifiuti, e sfruttando le colture tradizionali                                                  

Lino, canapa e ortica come traino per contrastare lo spopolamento e abbattere l‘inquinamento: com‘è possibile? Con un percorso basato sullo sfruttamento delle biodiversità e delle risorse ambientali e culturali, in grado di incrementare il turismo transfrontaliero.


Un volano per aumentare i fabbisogni ricettivi e il numero di operatori impiegati, riducendo gli sprechi e attingendo a risorse del posto: questi i concetti chiave del progetto “NO WASTE-Biodiversità migliorata per uno sfruttamento senza rifiuti delle colture tradizionali” (ITAT 2022 - Codice CUP: B53D17000880004), capitanato da Certottica e finanziato nella IIa Call del Programma Interreg V-A 2014-2020 Italia Austria.

L’Istituto di Longarone, in sinergia con i partner del Wood K Plus Kompetenzzentrum di Linz e St Veit an der Glan, e dell’Università di Trieste, intende promuovere il turismo transfrontaliero sviluppando una “NO WASTE ROAD”, un percorso senza rifiuti, puntando sulle biodiversità più ricche e antiche in Europa che sono presenti nell'area di programma. Ma l’analogia si spinge oltre: il territorio è caratterizzato da una base economica e culturale comune poiché, in entrambi i versanti, troviamo musei e associazioni locali e piccole realtà di economia rurale e artigianale con i quali sarà possibile creare una rete per attirare visitatori presenti sul territorio.

È da sottolineare come, lino canapa e ortiche trovino delle radici storiche in Europa e nell’area transfrontaliera in cui verrà sviluppato il progetto.

Il lino, per esempio, veniva coltivato principalmente come fibra per la tessitura della biancheria, ed ha visto in Italia il suo picco massimo tra 1850 e il 1870.

Per la canapa, il discorso è ancor più articolato ed importante: l’Italia, infatti, nei primi del 1900 (e sino alla seconda guerra mondiale), risultava essere al secondo posto mondiale sia come estensione di suolo coltivato sia come produzione.

La stessa Provincia di Belluno non faceva eccezione, e sta ritornando in maniera decisa al recupero di questa coltivazione.

L’ortica, invece, trovò grande risalto soprattutto nel periodo compreso tra i due conflitti mondiali del XX secolo, dove venne utilizzata per sostituire il cotone, diventato introvabile.

Le tre coltivazioni, andarono poi perdendosi per svariate problematiche, tra cui la comparsa di fibre più competitive ed economiche, come quelle sintetiche.

Le attività del progetto cominceranno con l’identificazione del "percorso tematico" e con il collegamento suggestivo dei punti di interesse (coltivatori, produttori, trasformatori, ecc.).

A seguire, verrà creata una banca dati delle parti interessate, con informazioni di carattere storico, tecnologico e scientifico da utilizzare per la promozione. Lo studio prevede l’ideazione di guide, video, articoli per riviste, materiale illustrativo, workshop e incontri e sessioni con le scuole per diffondere il concetto di NO WASTE e per promuovere l'utilizzo del percorso tematico come parte delle attività didattiche e dei viaggi istruzione.

Da sottolineare, la partecipazione dell’Istituto Agrario A. Della Lucia di Vellai e della Confartigianato di Belluno, vettori importantissimi nel progetto per ricreare e diffondere quelle antiche filiere che nello scorso secolo prosperavano in Italia e nella zona di programma.

L’obiettivo finale, infatti, è quello di creare (e riscoprire) una nuova offerta turistica e nuove opportunità economiche attraverso la valorizzazione della cultura locale e dei prodotti tipici, identificati dal marchio "NO WASTE" per introdurre una "nuova mentalità" relativa allo sfruttamento completo delle risorse.

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